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Si dice che durante la dominazione spagnola in Italia, fiorì in Torre Santa Susanna (Br) la sacra rappresentazione con Il pianto de la Madonna o Donna de Paradiso di fra Jacopone da Todi.

Questa notizia è stata avvalorata nel 1943 dal ritrovamento diuna quasi consunta pergamena, caduta a terra dalle pagine di un vecchio volume della Summa Theologica di san Tommaso, durante il trasloco della biblioteca da una stanza ad un'altra del locale convento dei PP. Carmelitani. La pergamena fu raccolta e rimessa dov'era da uno studente ginnasiale dopo che egli vi ebbe fugacemente letto che nell'anno 1548 si era rappresentato il suddetto dramma nella ricostruita Chiesa Madre di Torre Santa Susanna.

A tal riguardo, un articolo della "Gazzetta del Mezzogiorno" del 1967 così riferiva: "Quella della sacra rappresentazione a Torre S. Susanna è una tradizione secolare. La prima, come tramandano le cronache, ebbe luogo nel 1548, allorchè il popolo devoto, in occasione della ricostruita Cattedrale, volle mettere in scena Il pianto de la Madonna di fra Jacopone da Todi".

Il luogo dove si rappresent questa laude, espressa in forma drammatica, fu, quindi, la Chiesa Madre (nellarticolo erroneamente detta Cattedrale perchè non  mai stata sede vescovile), stando a quanto  detto anche dalla tradizione orale. Perci, in mancanza di altri  documenti, ci si deve necessariamente affidare alla probabile attendibilit del "dicitur", che, se pur privo di altri elementi non storicamente comprovanti, rimane tuttavia lunica fonte cui si deve attenere per un iniziale punto di riferimento.Orbene, da quel lontano 1548 ad oggi, quasi annualmente, si rinnova a Torre Santa Susanna il fervore di portare sulle scene la Passione e morte di Gesù durante la Settimana Santa. Il che  fuor di dubbio, in quanto ne fan fede i copioni che via via sono stati scritti o adattati, ma che molti dei quali sono andati disgraziatamente perduti. Comunque, si sono salvati quelli del Sannicandro e di fra Simone da Napoli, detto il Cappuccino, rappresentati da Giovanni Perrone e, dopo di lui, dalla figlia "donna Nina" sino al 1962.

Nello stesso anno Pietro Putignano rappresentava "pro restauro" della Chiesa Madre un suo dramma in prosa, La Messiade, in cinque atti, nel Teatro Parrocchiale "San Nicola". Da quella data sino al 1981 egli ha rappresentato, nel suo paese e in altri, drammi sacri, ultimo dei quali quello de Il terzo giorno nel Teatrino della Parrocchia "Cristo Re" di Torre Santa Susanna.

 

 

Pietro Putignano Pinto

 
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Nel 1982 si costituisce il Comitato Cittadino della Passione e Morte di N.S.G.C. con l'intento di continuare la secolare tradizione che vanta e caratterizza la comunità torrese. Durante gli anni del secolo scorso le rappresentazioni si tenevano in teatro e ancor prima, nel tempo, in locali di fortuna (capannoni, frantoi, androni, ecc.); imponendo agli spettatori , che s i recavano per assistere alla "recita", di portarsi le sedie da casa. All'epoca dei fatti Torre contava quattro teatri: cinema - teatro "D'Andria" (26 aprile 1952 - oggi di proprietà del Comune), cinemateatro "Galasso" (già Cinema Vittoria 1941 - non più esistente), Teatro dei PP. Carmelitani (tutt'ora operante), il Teatro Parrocchiale "San Nicola" (ancora attivo). Sicuramente la presenza e la disponibilità delle strutture hanno contribuito a suscitare e sviluppare, nella mentalità dei torresi, una spiccata tendenza per il teatro non solo sacro. L'altro obiettivo del Comitato è stato quello di dare una svolta alla classica rappresentazione, portando lo spettacolo dal teatro alla strada. L'evento suscita grande interesse tra la popolazione torrese, tanto da avere, nel corso degli anni centinaia di persone pronte a contribuire, a livelli diversi, alla buona riuscita del dramma sacro. Così, con l'anno 2007, si è giunti alla XXVI edizione. L'impegno e la dedizione premiano il lavoro del Comitato, perchè in breve tempo si raggiunge il successo, tanto che la performance del gruppo viene richiesta in diverse località della Puglia, Campania, Basilicata e, per ben due volte in Germania. Per raggiungere questo grosso risultato, all'impegno degli organizzatori, si deve unire il sostegno da parte dei PP. Carmelitani presenti nel territorio, che da qualche anno viene, purtroppo, a mancare per assenza di sacerdoti. Oggi, infatti, la struttura è gestita da laici. Preziosa, però, è stata la formazione ricevuta dai Padri che si sono avvicendati nel tempo. Così, ogni anno, oltre cento unità, tra attori e tecnici, animati da buona volontà e di tanto spirito di sacrificio, si preparano e lavorano per la messa in scena del Dramma Sacro. I giorni utili che, ogni anno, vengono dedicati alla realizzazione delle rappresentazioni sono cinque, e vanno dal sabato, vigilia della domenica delle Palme, al Mercoledì Santo. Il testo, redatto in prosa, che oggi viene utilizzato per la rappresentazione è di Franco Tomai dal titolo "Tu!.... Noi!...", lo stesso autore ha scritto un altro testo riguardante la Passione di Cristo, dal titolo "Dono d'amore", mai rappresentato.



Franco Tomai

 


Lunedì, 06. Settembre 2010

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